La Sindrome di Wolfram

La frequenza degli individui portatori di questo carattere genetico recessivo nella popolazione degli Stati Uniti è circa 1% (9). I portatori sani di questa caratteristica recessiva non mostrano la gamma completa di sintomi della Sindrome di Wolfram (DIDMOAD).   Sono solitamente più soggetti ad un certo numero di disordini mentali quali ansia depressione o malattie più gravi.   È soltanto quando entrambi i genitori sono portatori di questa caratteristica genetica recessiva che il gene WSF1 diventa dominante nella progenie.   In tali caso la possibilità di eredità della caratteristica dominante è di 1 su 4 per ogni figlio.   La nascita di più figli affetti dalla sindrome in seno alla stessa famiglia geneticamente predisposta non sono rari.   Nel Regno Unito si stima che una persona su settecentomila (1)  sia affetta da questa patologia.   Uno scienziato statunitense il , Dr. Michael Swift, valuta che la frequenza degli individui affetti dalla patologia sia oggi molto più alta di quanto non fosse in precedenza.    Nonostante il dibattito sull’effettiva diffusione della Sindrome di Wolfram (DIDMOAD)(2)  la sindrome è da considerarsi una malattia genetica rara.
Attualmente si crede che la Sindrome di Wolfram origini da una disfunzione genetica a livello del nucleo o dei mitocondri.   Questo carattere autosomico recessivo interessa maschi e femmine in egual misura.
I sintomi tipici della malattia sono : diabete insipido, diabete mellito, atrofia ottica e perdita parziale o totale della capacità uditiva.   Altre complicazioni possono includere disturbi dell’apparato urinario e crisi epilettiche. La Sindrome di Wolfram è anche internazionalmente conosciuta con l’acronimo derivato dalle principali complicanze della patologia:DIDMOAD
La cura della Sindrome di Wolfram dipende dai sintomi presenti in ciascun individuo.
Il trattamento con Tiamina, (Vitamina B1 e vitamina B6), fa solitamente diminuire nei pazienti affetti da Sindrome di Wolfram l’esigenza di insulina ed i disturbi quali l’anemia possono regredire fino alla normalità. (3)
Il diabete mellito (DM) è solitamente il primo sintomo a manifestarsi nella Sindrome di Wolfram.   Non esiste tuttavia una progressione tipica dalla malattia ed altre complicanze possono precedere l’insorgenza del Diabete mellito.   Con il DM gli alimenti che mangiamo sono trasformati dai succhi gastrici nello stomaco in glucosio o in zuccheri nel sangue.   Gli zuccheri nel sangue rappresentano la principale fonte energetica utilizzata dalle cellule del corpo.   Affinchè le cellule possano utilizzare gli zuccheri del sangue è necessaria la presenza di un ormone prodotto naturalmente dal pancreas, ovvero l’insulina.    Quando il pancreas non produce la quantità corretta di insulina necessaria per utilizzare correttamente gli zuccheri nel sangue, gli zuccheri in eccesso passano attraverso i reni dove vengono filtrati ed eliminati dal circolo sanguigno.   Un valore eccessivo di zuccheri nel sangue può portare all’acidosi diabetica e può causare perdita di coscienza, coma ed in alcuni casi anche alla morte.   Alcune complicanze che accompagnano solitamente il Diabete mellito sono: guarigione lenta di ferite, frequente bisogno di urinare, perdita di peso, (o difficoltà a prendere peso oppure ancora sviluppo eccessivo del peso nei bambini) fame costante, prurito e/o secchezza della pelle.
La gestione e cura del diabete mellito nei pazienti affetti da Sindrome di Wolfram è la stessa dalla cura di pazienti diabetici non affetti da Sindrome di Wolfram.    Il trattamento comprende solitamente la somministrazione quotidiana di una serie di iniezioni sottocutanee di insulina, una dieta controllata, esercizio fisico per bruciare il glucosio in eccesso e l’assiduo monitoraggio della quantità di zuccheri del sangue.   La ricerca degli zuccheri nelle urine per mezzo degli stick rilevatori è stata sostituita dall’autoanalisi degli zuccheri nel sangue.
I pazienti affetti da Diabete Insipido berranno grandi quantità di liquido e svuoteranno molto spesso la vescica con urina molto diluita.   Ciò contribuisce a creare un senso generalizzato di debolezza, disidratazione, bocca e pelle asciutta. Se i fluidi persi non vengono adeguatamente rimpiazzati la persona può inoltre soffrire frequentemente di stitichezza.   Nei pazienti affetti da Diabete insipido (Diabetes Insipidus) la ghiandola dell’ipotalamo (4)  produce una quantità anormale di ormone anti diuretico (vasopressina) o l’ormone prodotto non viene correttamente rilevato a livello dei reni.   Il diabete Insipido non ha nulla a che fare con la quantità di insulina secreta dal pancreas o con gli zuccheri nel sangue.   Questa condizione si può presentare anche in pazienti che hanno subito traumi gravi alla testa in modo del tutto indipendente dalla Sindrome di Wolfram.
Il DI viene curato con la somministrazione di Desmopressina Acetato (DDAVP) in compresse o per inalazione (DDAVP).   Questo farmaco è disponibile anche in forma iniettabile. La desmopressina è stata approvata dalla FDA (Food & Drug Administratio) per la cura del Diabete Insipido nel 1989.   La Desmopressina garantisce un’adeguata attività anti diuretica con scarsi effetti collaterali sul sistema vascolare o sulla muscolatura liscia dei pazienti affetti da Diabete Insipido.
L’aspetto più visibile della Sindrome di Wolfram è l’iride dilatata associata alla malattia.   Anche in presenza di elevata luminosità l’iride rimarrà dilatata e reagirà lentamente. La perdita graduale della funzionalità del nervo ottico che collega l’occhio al cervello è la causa di questo comportamento.
Il sintomo è noto come Atrofia Ottica (Optic Atrophy).   Un oculista vedrà nel fondo dell’occhio una cavità a forma discoidale di aspetto biancastro o grigio.   In alcuni casi il nervo ottico può apparire di un colore rosa pallido.    Questa condizione si può presentare a tutte le età ma solitamente si presenta prima dei 12 anni.   Al momento non esiste una cura per questa patologia.
La perdita della vista nei pazienti affetti da Sindrome di Wolfram può anche essere causata dalla Retinopatia Diabetica.   Questo è una patologia  della retina causata dalle costanti iperglicemie che può condurre al danneggiamento grave ed alla cecità. Una glicemia stabile può contribuire a migliorare  i cambiamenti nella microcircolazione sanguigna e nei capillari a livello della retina.   Il mantenimento di livelli glicemici stabili può contribuire ad evitare l’insorgenza di questa complicazione.

La sordità è sintomo primario finale della Sindrome di Wolfram ma non compare necessariamente per ultimo.   La perdita della capacità uditiva può variare dalla perdita dei soli toni alti alla perdita anche grave di intensità del suono.   Si possono verificare altre complicazioni quali atassia e vertigini.   Questi sintomi possono essere causati dalla non corretta trasmissione da parte dei nervi dei segnali relativi all’equilibrio dall’orecchio interno al cervello.

La depressione è un sintomo frequente nei pazienti affetti da Sindrome di Wolfram, nei genitori portatori sani, nei fratelli portatori sani del paziente e nei genitori affetti da Sinfrome di Wolfram. (d)   Le forme di depressione possono variare da lievi a gravi e possono manifestarsi con la tendenza all’impulsività che sfocia in aggressività verbale o fisica.   Questo sintomo è trattabile facendo ricorso ai normali farmaci antidepressivi.

I pazienti affetti da Sindrome di Wolfram mostrano un progressivo deterioramento delle prestazioni fisiche in termini di potenza e resistenza allo sforzo. Ciò non ha alcun rapporto con le capacità cognitive.   Al progredire della malattia il paziente affetto da Sindrome di Wolfram avrà bisogno di un numero sempre maggiore di ore di sonno.    I pazienti affetti da Sindrome di Wolfram inoltre svilupperanno un’ipersensibilità alle temperature ambientali superiori a 21°C.
Ciò è dimostrato dall’abbondante sudorazione e dalla potenziale ipertemia o shock metabolico indotto dal calore (colpo di calore).   La costante integrazione dei fluidi corporei ed il mantenimento di una temperatura ambientale più fresca sono rimedi consigliati per evitare l’insorgenza di colpi di calore o ipertermia.

In alcuni casi si possono verificare crisi epilettiche.   Queste hanno solitamente inizio con piccole crisi (le assenze o le crisi generalizzate) e possono col tempo progredire fino a diventare vere e proprie crisi epilettiche.   I farmaci anti epilettici, quali il TEGRETOL, riescono solitamente a mantenere sotto controllo gli attacchi (solitamente questo farmaco viene utilizzato nelle crisi vere e proprie e non nelle assenze o nelle crisi generalizzate).

La dilatazione (allargamento) degli ureteri è un altro sintomo che può verificarsi nei pazienti affetti da Sindrome di Wolfram.   Gli ureteri sono piccoli tubicini che collegano i reni alla vescica.   Normalmente questi hanno grossomodo il diametro di una cannuccia stretta. In caso di dilatazione possono apparire allungati e deformati come un vecchio calzino.   Si crede che ciò sia dovuto all’eccessiva pressione esercitata sugli ureteri a causa dell’eccessiva produzione di urina.   I reni possono anche subire danni da pressione a causa della ritenzione urinaria.

In base alla casistica attualmente presente, le seguenti forme di anemia si possono presentare nei pazienti affetti da Sindrome di Wolfram.   Queste forme non sono esclusive della Sindrome di Wolfram e possono accompagnare un gran numero di patologie anche gravi.
Anemia Megaloblastica
Una condizione ematologica caratterizzata dalla presenza di globuli rossi particolarmente grandi, anormali e immaturi (megaloblasti) che, a volte, provoca diarrea, vomito, mancanza di appetito (anoressia) e perdita di peso.(8)
Anemia Sideroblastica
Gruppo di anomalie del sangue caratterizzate dall’incapacità del midollo osseo di produrre globuli rossi normali.Ciò può causare difficoltà respiratorie.(8)
Neutropenia.
Questa circostanza spesso rende il paziente affetto da Sindrome di Wolfram più suscettibile alle infezioni fungine e batteriche.   Febbre, infezioni e una milza ingrossata possono indicare il verificarsi della condizione.
trombocitopenia.
I sintomi possono essere emorragie prolungate delle membrane mucose, epistassi ecchimosi ed ematomi frequenti.(8)
Bibliografia/note a pie di pagina:
(1) Timothy G. Barrett, MD
(2) WS is named for the discoverer of the relationship of the symptoms in the condition by Dr. Wolfram a physician, at the Cleveland Clinic in 1938.
(3)THIAMINE-RESPONSIVE ANEMIA IN DIDMOAD SYNDROME. B. Pignatti, et al.; J Pediatr (March, 1989, issue 114(3)). Pp. 405-10.
(4) Some papers report that this hormone is produced by the pituitary gland.
(5) NORD
(6) Ronnie Goreman Swift MD
(7)DIDMOAD SYNDROME WITH MEGACYSTIS AND MEGAURETER. P. Chu, et al.; Postgrad Med J (Sept, 1986, issue 62(731)). Pp. 859-63.
(8) For more information on this condition please refer to the NORD Website: http://www.rarediseases.org
References
(9) Dr. Alan Permutt,Professor of Medicine,Professor of Cell Biology and Physiology
Washington University School of Medicine
Si ringrazia il sito didmoad.org per il testo